giovedì 18 giugno 2009

rivoglio la mia città!

Sono nata qui 32 anni fa. Ho sempre vissuto qui. I miei genitori, i miei nonni, tutti i miei antenati sono nati e cresciuti qui.
A Milano.
Ebbene sì, sono una delle poche milanesi doc, quelle che hanno le radici storiche nella città della Madonnina.
I miei nonni parlavano dialetto milanese, i miei genitori lo conoscono e raramente lo parlano, io lo capisco bene ma non lo so nè scrivere nè parlare.
Sono sempre stata molto fiera della mia città.
Era una città avanti, negli anni '90.
Era la città dove potevi fare quello che volevi, sognare quello che volevi e provare a realizzare i tuoi sogni.
Poi è cambiato tutto.
Lentamente quello che funzionava ha smesso di funzionare, quello che rendeva questa città vivibile è sparito nel nulla.
I servizi sono diventati disservizi, la libertà di movimento è stata negata.
I parchi sono stati chiusi, recintati, riempiti di telecamere.
E' iniziato il balletto del "creiamo confusione nella città".
Sensi unici cambiati da un giorno all'altro senza comunicazioni, parchi abbattuti per fare parcheggi, zone d'incontro trasformate in cantieri perenni, bloccati dopo anni e abbandonati...
Siete mai stati alla Darsena? Si? bene, cosa vedete? Un cantiere abbandonato, immondizia ovunque (per la gioia delle simpatiche pantegane che almeno ora sanno di avere un hotel in pieno centro a Milano, con vitto e alloggio pagato dai cittadini...)
Sapete cosa c'era prima? Un luogo storico d'incontro che trovava il suo culmine il sabato con la rinomata fiera di senigallia che attirava anche i turisti...
Ho cambiato residenza 2 volte negli anni scorsi e per avere tutti i documenti ci ho messo ogni volta meno di un mese.
Ora ci vuole un anno. Un anno!
Le strade di periferia venivano ri-asfaltate più o meno ogni 2 anni. Ora ogni 2 settimane si formano delle buche profonde anche 15cm...e si ri-asfalta...ma le buche dopo 2 settimane sono di nuovo li, profonde come prima e negli stessi punti.
Nella zona in cui vivo (che è la stessa dove sono cresciuta), una volta c'erano animali di vario genere, poichè è a ridosso delle campagne.
Ora ci sono i miei amici topi, i gabbiani che sorvolano il piccolo corso d'acqua (che non è il naviglio...) e d'estate c'è l'invasione delle blatte...oltre alle zanzare tigre, ma quelle ci tengono compagnia da più anni...
Se dovevi andare in centro, prendevi i mezzi. Passavano abbastanza spesso, non era un problema. Certo, alcune linee hanno sempre fatto i capricci, ma solo alcune.
Ora qualsiasi mezzo lo aspetti 20 minuti.
Negli anni 90 avevo una compagnia di amici in una zona diversa dalla mia.
Mi capitava spesso di prendere l'ultima metropolitana per tornare a casa di sera. Aspettavo anche 15 minuti. Alle 23.45 di un giorno infrasettimanale.
L'ultima volta che ho preso la metropolitana di sera è stato per andare al cinema un sabato. Ore 21 circa. Minuti di attesa 17 segnalati. Effettivi 20. Di sabato sera alle 21! Con la pubblicità beffa dell'azienda tramviaria milanese che per i 20 minuti di attesa mi fissava con la scritta: Il sabato sera puoi puoi bere un'altro drink, perchè ATM termina le corse un'ora più tardi!
Che culo!
Non voglio entrare nel merito del costo della vita, ma qui una birra media costa come minimo 6 euro. Giusto per dare un'idea...una serata in pizzeria, pizza margherita, coca-cola, caffè non costa meno di 15/20 euro. Per una pizza????Ma stiamo scherzando???

Scusate, in realtà Milano è ancora all'avanguardia su alcuni temi...avete ragione, come ho fatto a dimenticarmene???
Adesso milano è all'avanguardia nel razzismo!
Tutte le peggiori idee xenofobe e razziste di questi tempi, partono dalla mia città.
Ronde padane e ronde nere
Bambini che non hanno diritto ad andare a scuola (o all'asilo) perchè figli di immigrati clandestini.
Bambini stranieri che non sono accettati nelle colonie estive del comune.
Proposte di carrozze del metro per i milanesi.
Immigrati fuori dai giardini.
Il primo gay pride non autorizzato per ragioni di ordine pubblico.
Tutto da qui, da questa città che una volta era l'approdo di chiunque volesse sognare un futuro diverso.
Ora il futuro lo si può sognare ancora?
Forse si, ma non nella mia città.
La città da bere è diventata la città da espellere nelle toilette pubbliche inesistenti.
La Madonnina ha gli occhi tristi e non illumina più le menti dei milanesi.
Mi manca la MIA Milano, mi manca tanto!

martedì 19 maggio 2009

Quotidianità

Un elicottero vola, tutti i giorni, tra le 18 e le 20.
Sopra la mia testa, con le gatte che lo guardano e la più piccola che spicca il salto per cercare di prendere quel grande moscone che ronza così forte.
Tutti i giorni.
Da mesi.
Non succedeva così dagli anni della grande guerra di clan mafiosi.
Ho cercato ovunque per capire il perchè.
Nessuno me lo dice, è apparentemente normale.

Pieno giorno, esco di casa. In giro persone di tutte le età.
A piedi, in bici, che chiacchierano, fanno spesa, vanno al bar.
Vestiti normali, nessuna giacca o cravatta. Jeans e magliette.
E' martedì. Non ci sono scioperi e non è un giorno di festa.
Non era così prima. Non c'era tutta quella gente in giro.
Solo, donne e anziani e nel pomeriggio ragazzini o bambini.
Mi ricordo di aver visto così tanta gente in giro in un giorno normale solo in Africa.
E recentemente in Scozia, dove la percentuale di disoccupazione era annunciata a grandi titoli nelle edicole di Inverness.
62% in una città che ha 55.000 abitanti.
Percentuale che vive grazie al sussidio di disoccupazione dello stato.
In Scozia ho avuto la possibiltà di parlare del fatto che da noi non esiste con una famiglia di Dundee.
Mi hanno chiesto come sia possibile e come fanno le persone senza lavoro a vivere.

Vado al bar tabacchi della disperazione a comprare le sigarette. Un barettino qualsiasi, in una periferia di Milano.
E' da sempre frequentato dai disperati.
Alla fine degli anni 80 potevi sentire a distanza l'odore tipico di chi consuma eroina.
Non c'era la fila per entrare.
Oggi per riuscire ad entrare devi sgomitare.
Non c'è più quell'odore forte, ma c'è la coda all'ingresso.
Dentro, sono tutti attaccati alle macchinette. Alle slot machine del miracolo.

Mentre scrivo, passa sulla mia testa l'elicottero. Ma sono le 10 del mattino...
Ah, già, in questi ultimi giorni, hanno raddoppiato il giro.
Mattina e pomeriggio, non si sa mai...

La disperazione cresce, insieme alle lotterie, alle slot machine nei bar, e alla rabbia mista a rassegnazione. E' la normalità di una periferia milanese, dove non sei tranquillo ad uscire di sera.
Non lo sono mai stata, è sempre stata una zona pericolosa la notte.
Ma ora ci sono raccolti tutti i disperati non sedati dall'eroina, ma caricati dalla cocaina o semplicemente dalla rabbia di un lavoro in nero, sottopagato, senza diritti, in clandestinità o alla luce del sole.
Italiani, cinesi, marocchini, egiziani, libanesi, belgi, albanesi, senegalesi.
Tutti uguali qui. Tutti nella disperazione. Con una lingua in comune. L'italiano. Di cui hanno più padronanza i non italiani degli italiani stessi.
Tutti che hanno creduto di avere delle possibilità.
E ora si accorgono che era una pura illusione.

E l'elicottero aumenta i suoi giri di ricognizione.